Con un’esistenza nomade, solitaria, sempre in prima linea e sempre con qualcosa da raccontare, Robert Capa non è mai celebrato abbastanza. La sensibilità, la spontaneità, la delicatezza e la cruda realtà che è stato in grado di documentare nella sua breve ma intensa vita, sono parte del patrimonio della nostra storia, sono affreschi sempre nitidi nella nostra mente. Parte dei lavori del padre del fotogiornalismo sono stati estrapolati dall’archivio dell’International Center of Photography di New York, dove è conservata l’eredità di Capa. Lavori che, selezionati dal fratello Cornell e da Richard Whelan ( biografo), hanno costituito un ricco “portfolio” di 937 fotografie per creare il Robert Capa Master Selection.
Questa accurata selezione, che comprende scatti realizzati in 23 paesi di 4 continenti, è stata riprodotta in 3 copie e da quella Ungherese (paese d’origine del fotografo) è stata fatta un’ulteriore scrematura, andando a scegliere le 78 fotografie che riguardano la parte italiana del secondo conflitto mondiale. A fianco dell’importanza oggettiva delle immagini relative allo sbarco in Normandia o alle vittorie alleate di Parigi e Berlino, la documentazione degli sviluppi bellici in Italia è stata altrettanto ben documentata.
Ora, arrivando al libro “Robert Capa In Italia“, catalogo che accompagna le mostre di Roma e Firenze, non si può che ammirare il lavoro che racchiude scatti scelti del padre del fotogiornalismo. Il catalogo, infatti, contiene, oltre alle 78 fotografie della Master Selection, anche un’analisi teorico comparativa sulla storia del fotogiornalismo durante la prima e la seconda guerra mondiale, creando così un contesto più ampio per collocare l’attività di Robert Capa.
All’interno del volume è presente anche un saggio che affronta i temi del fotogiornalismo ungherese dell’epoca, dei corrispondenti di guerra, del lavoro dei fotografi militari, nonché un’analisi comparativa tra il materiale italiano di Capa e diversi articoli dell’epoca apparsi su Life e altre riviste, che sviluppano la conoscenza della carriera del fotografo. Un libro interessante, quindi, anche per chi vuole conoscere le radici del fotogiornalismo.
191 pagine di ricordi, storie e momenti bellici cruciali che si intrecciano e che accompagnano il lettore in un viaggio in un’Italia martoriata da bombe e incertezze. Pagine per ripercorrere la mostra andata in scena a Roma (Palazzo Brashi) e a Firenze (Museo Alinari), pagine per non dimenticare. Dallo sbarco in Sicilia del luglio ’43 tra Monreale, Nicosia, Palermo, poi l’ingresso a Troina, poi ancora sù fino a Cassino avanzando da Napoli e arrivando infine ad Anzio nell’inverno ’44 tra rovine, pianti, feriti, macerie ma anche sorrisi e curiosità per quei soldati stranieri che si fermavano tra la gente, così diversi culturalmente ma dai sorrisi sinceri.
Info: www.alinari.it